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La rabbia: sfogarla o soffocarla?

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a cura della dr.ssa Emanuela Boldrin – Psicoterapeuta

Se c’è una soluzione… perché ci si arrabbia? e se non c’è una soluzione perché ci si arrabbia?

rabbia sfogarla o reprimerla

Spesso la rabbia viene descritta come emozione negativa, ci viene detto che è sbagliato esprimerla perché possiamo ferire gli altri, che dobbiamo preferire la ragione per confrontarci e che socialmente non è accettata perché vista come aggressività o un capriccio. Se non esprimiamo però ci troviamo con una sensazione repressa che si ritorce contro noi stessi con attacchi depressivi e alimenta un sentimento di inferiorità inoltre, quando la mente non riesce più a gestire i conflitti, il corpo ne soffre. Numerose affezioni psicosomatiche come mal di schiena, ulcere, psoriasi possono essere legate al soffocamento della collera.

La rabbia quindi è un’emozione che dobbiamo ascoltare e nel limite del possibile esprimerla incanalandola in modo tale da non recare danni a sé stessi o agli altri…

Possiamo dire che in generale esprimere la propria rabbia fa bene alla salute ma può provocare problemi relazionali e spesso crea il rischio di arrabbiarsi nuovamente per lo stesso motivo.

Quando la rabbia esplode è molto difficile controllarsi, il tono è alterato, il contenuto verbale offensivo come se si volesse annullare, offendere,umiliare,ridicolizzare il nostro interlocutore. Poi dopo averlo ferito si riesce a chiedere scusa ma il recupero non è mai completo e la traccia di malessere o il risentimento non viene mai annullato del tutto. È importante distinguere i vari tipi di rabbia: quella positiva che si esprime davanti ad un’ingiustizia subita e che ci spinge ad agire per superarla.

Quella negativa legata al rancore trattenuto, non sfogato e che poi tende a scatenarsi in modo nocivo alla nostra salute. Sembrano simili queste due emozioni in realtà attivano differenti aree del cervello.

Come esprimerla e controllarla?

La rabbia è un sentimento naturale che dobbiamo ascoltare e cercare di non farci dominare da essa.

E’ importante individuare i reali motivi che la fanno esplodere, cosa ci fa irritare veramente e dove ci sentiamo colpiti.

Questo insieme ad un bel respiro prima di lasciarla esprimere è una buona regola per seppellire l’ascia di guerra. Occorre

insomma decodificarla, allenarsi ad indagare le cause.

Di solito chi mantiene l’astio o si altera senza una ragione precisa non ha quelle che si chiamano le valvole di sfogo cioè quei momenti di libertà o spazi di soddisfazione personale. Per questo è importante ritagliarsi i propri momenti di rilassamento, di sport, di lettura, di scarico della tensione.

Le caratteristiche che contraddistinguono le persone che tendono frequentemente ad arrabbiarsi sono l’essere critici, intolleranti,

svalutativi sulle altre cose e persone.

Il sentirsi costantemente inadeguato genera un sentimento di frustrazione che poi si esprime con l’emozione di rabbia, si genera la

tendenza ad attribuire agli altri le proprie insoddisfazioni .

Davanti alla provocazione o quando sembra di perdere il controllo della situazione occorre alzare un impermeabile nucleare che disattiva le reazioni più distruttive.

Reazioni davanti alla rabbia

– cercare di non alzare di più la voce, spesso peggiora la situazione, ascoltare almeno pochi minuti e poi rispondere

– distrarlo con qualcosa di estraneo alla discussione a volte fa “riprendere” il controllo

– cercare di capire il motivo dello sfogo questo accorcia la distanza emotiva

– se non c’è risultato allontanarsi fisicamente in modo da ribadire il distacco dallo sfogo.

– aiutarsi con respiri profondi che partono dall’addome e fanno uscire l’aria con la bocca.

Non c’è bisogno di urlare o di arrivare addirittura alle mani per esprimere la propria irritazione.

L’arma migliore è la parola.

E’ bene però utilizzarla consapevolmente per esprimere i veri motivi delle nostre insoddisfazioni.

Dietro la collera si nasconde sempre una sofferenza.

Adirarsi ad ogni costo e contro chiunque è un modo per sottrarre energia alla disperazione e non guardare in faccia il dolore.

Perché il proprio malcontento sia preso seriamente in considerazione, è bene esprimerlo con la massima calma.

E ricordiamoci che se c’è una soluzione… perché ci si arrabbia? e se non c’è una soluzione perché ci si arrabbia?

E’ fondamentale dunque, per la nostra salute psico-fisica, imparare a riconoscerla al momento in cui emerge ad esprimere la collera in maniera costruttiva ed appropriata perché è il tentativo di intrattenere relazioni più autentiche con le persone che ci circondano.

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